venerdì 1 luglio 2016

Droga: la prevenzione passa dalla conoscenza e dalla tavola


Esperti di settore riguardante le relazioni tra abuso di sostanze e disordini alimentari, durante una conferenza americana sono arrivati alla conclusione che i cambiamenti chimici all’interno del cervello, responsabili della dipendenza da droghe e di alcuni disordini alimentari, sarebbero gli stessi.
 
Alcuni studi dimostrano che i fattori che spingono una persona a far uso di droghe e a mangiare disordinatamente potrebbero condividere gli stessi circuiti neurali.
In molti casi, quando una persona smette di fumare o di assumere droghe tende a cercare un appagamento sostitutivo nel cibo. E’ probabile che la sensazione di sazietà dovuta al cibo e il piacere arrecato dalle droghe siano entrambi collegati a variazioni dei livelli di serotonina, un altro ormone legato alla sensazione di sazietà.
 
Ciò che noi sappiamo è che la gente che presenta certi disordini alimentari è più portata a fumare, bere alcool e a far uso di sostanze stupefacenti. Ciò si verifica soprattutto nei giovani che cominciano a sottoporsi a diete troppo presto”. Dal 12% al 18% delle persone che sono colpite da anoressia e dal 30% al 70% di quelle colpite da bulimia abusano in tabacco, alcool e sostanze stupefacenti.
 
Oltre a questo, un cambiamento delle modalità di mangiare e nella scelta dei cibi può segnalare che un individuo inizi ad usare droghe o sostanze stupefacenti.
L’intossicazione epatica derivante dall’utilizzo di droghe e sostanze stupefacenti modificale appetenze e il comportamento alimentare.
Un fegato in difficoltà si manifesta con cambiamenti fisici ma anche psichici. I soggetti in questione possono lamentare tendenza ai crampi e alle contratture muscolari, umore mutevole anche in base ai cambi atmosferici, fotofobia, insonnia iniziale da tensione nervosa o frequenti risvegli notturni con sete o bocca secca. Facilmente vanno incontro a problematiche di tipo epato-digestive, calcolosi biliare, crisi emorroidarie, colon irritabile, oppure cefalee a localizzazione frontale o emicranie, chiaramente collegate con la funzione epatica. Dal punto di vista psichico ci troviamo di fronte ad individui estroversi, irritabili, facili agli scatti emotivi o a vere e proprie crisi di rabbia. A volte logorroici (per la ridotta latenza fra il pensiero e la verbalizzazione possono smozzicare le parole, accavallando quella successiva alla precedente); altre volte estremamente introversi, taciturni, timidi, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, contraddistinti da una iperemotività che li porta aduna condizione di iperidrosi palmare in situazioni di tensione nervosa e si percepisce facilmente che sono “contratti dentro”.
Dal punto di vista nutrizionale non hanno appetito al mattino appena svegli, hanno necessità di notevoli quantità di carboidrati, infatti, manifestano una spiccata appetenza per la pasta, il pane e comunque zuccheri a lento rilascio, tutti alimenti che garantiscono una stabilità glicemica per tempi lunghi. Il cambiamento psico-emotivo comporta una notevole usura proteico-lipidica dell’organismo, il che comporta una predilezione per le proteine della carne e dell’uovo, meno quelle del pesce.

*intervento esposto durante il convegno "Droga: la reale prevenzione passa dalla conoscenza" di cui sono stata relatrice il giorno 01/07/2016 a Barletta insieme ad altri esperti di settore