martedì 13 giugno 2017

Reflusso gastroesofageo e gastrite: come intervenire?


Parliamo oggi di un fastidioso disturbo che colpisce tantissime persone: il REFLUSSO GASTROESOFAGEO, ossia la risalita involontaria e frequente dei succhi gastrici e di parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago (talvolta fino alla gola). Il sintomo tipico è una sensazione di rigurgito acido nell’esofago, associato a bruciore localizzato al petto e nello stomaco. Il sintomo diventa più acuto durante la notte e quando ci si corica. Quando il disturbo si presenta più volte nel corso della giornata e si associa ad altre complicazioni si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).
Nel curare il reflusso gastroesofageo, l’alimentazione gioca un ruolo importante. Il trattamento prevede la correzione di alcune abitudini a tavola e dello stile di vita, l’adozione di una dieta personalizzata e la riduzione dello stress.
La complicanza più comune è l’esofagite, la più grave è l’esofago di Barrett, in cui le cellule della mucosa si modificano in senso precanceroso, nel senso che sono un preludio del tumore all’esofago.
Ecco alcuni consigli da adottare in caso di reflusso gastroesofageo:
  • Mangiare lentamente, triturando bene il cibo per disincentivare il rischio di risalita del contenuto gastrico nell’esofago.
  • Evitare cibi grassi, insaccati, soffritti, vino bianco, superalcolici, formaggi stagionati, cacao, tè, caffè, agrumi, bibite gassate, pomodoro, menta e il fumo di sigaretta.
  • Il latte tampona l’acidità dello stomaco, ma essendo ricco in grassi può rallentare la digestione e, alla lunga, favorire il disturbo.
  • Non indossare indumenti troppo stretti ed è meglio evitare di coricarsi subito dopo avere mangiato cercando, se possibile, di tenere un po’ sollevato il capo durante il riposo notturno.
  • Evitare anche i farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica, come gli antinfiammatori non steroidei e alcuni ansiolitici.
 

La GASTRITE, invece, è una patologia causata da un processo infiammatorio ai danni della mucosa gastrica, con un’incidenza molto alta in quasi tutto il mondo, in particolar modo nelle parti più civilizzate dell’occidente, arrivando a colpire in alcune regioni anche il 70% della popolazione con una età superiore ai 30 anni. In Italia il numero di pazienti colpiti da questo disturbo tende a salire di anno in anno, probabilmente a causa del cambio di abitudini alimentari che stiamo subendo in questo ultimo periodo, verso l’utilizzo di cibi che offrono grandi quantità a discapito della qualità.
Esiste sia una forma acuta, che può avere sintomi più lievi, sia una forma cronica, che in genere causa sintomatologie più serie e disturbi che in molti casi accompagnano la persona per periodi molto prolungati nel tempo. In entrambi i casi possono presentarsi:
  • bruciore e crampi allo stomaco
  • nausea
  • aerofagia e alito cattivo
  • reflusso gastroesofageo con conseguente bruciore in gola e/o afonia
  • dolore e pesantezza nella zona intorno allo sterno con conseguente affanno anche dopo sforzi minimi
  • disturbi intestinali
  • stitichezza
  • infiammazione dell’orecchio interno e labirintite
  • leggeri attacchi di tachicardia
  • brevi manifestazioni asmatiche
L’alimentazione errata e priva di regole è una delle principali cause della gastrite. Tra le altre cause troviamo: l’Helycobacter Pylori (un batterio abbastanza difficile da trattare con antibiotici molto pesanti), l’assunzione di liquidi non corretta, l’uso di farmaci, fumo e tabacco, alcol, alimenti irritanti la mucosa gastrica, sedentarietà, respirazione sbagliata, ansia ed emotività, stress e tensione.
Curare l’alimentazione in caso di gastrite sarà strettamente necessario per poter migliorare lo stile di vita. Sarà importante prediligere cibi leggeri ed evitare carni rosse, formaggi, alcolici, fritti, latte e caffè.

 


lunedì 5 giugno 2017

Cellulite? Combattila in 4 step per prevenirla o eliminarla


Oggi tratteremo un argomento odiato da tutte le donne del mondo: la cellulite.

Se alla dieta corretta, ad una sana attività fisica e ad un giusto trattamento, abbiniamo uno specifico integratore, il risultato è garantito! Se vuoi maggiori informazioni contattami in privato!

L’acerrima nemica del sesso femminile (talvolta anche di quello maschile) non risparmia nessuna zona del corpo: addome, glutei, cosce, braccia, fianchi, dorso... sono tutti sotto attacco. Ogni donna può essere colpita dalla cellulite in maniera differenti. In alcune è molto evidente, in altre meno.
Alterazioni ormonali e vascolari, vita sedentaria, stress, malattie epatiche, alimentazione non corretta o sbilanciata, irregolarità della funzione intestinale e ritenzione idrica marcata, variamente combinate tra loro, sono le cause che interferiscono negativamente sul tessuto adiposo e in particolare sul microcircolo.

Probabilmente non c'è un modo per eliminarla totalmente ma arginare il problema estetico è possibile e si possono raggiungere dei risultati più che soddisfacenti. Per combattere la cellulite in modo efficace è necessario agire su tutti i fronti: alimentazione, abitudini, allenamento e trattamenti estetici. Scopriamo come combatterla in 4 step.


STEP 1 – CURARE L’ALIMENTAZIONE

È davvero possibile combattere la cellulite scegliendo di mangiare determinati cibi piuttosto che altri? Certamente! Ci sono dei cibi che favoriscono il drenaggio e la disintossicazione del corpo facilitando la riduzione della cellulite. Altri cibi invece saranno da evitare per non aggravare l’odiato effetto della pelle a buccia d’arancia. Frutta e verdura sono i cibi da preferire perché combattono la ritenzione idrica, apportano sali minerali e vitamine. Sono da preferirsi le verdure a foglia scura perché ricche di vitamina C e potassio che stimola il drenaggio linfatico. È importante consumare almeno 3 pasti al giorno, bere la giusta quantità di acqua, evitare i cibi ricchi di grassi, gli alcolici e anche l'eccessivo consumo di caffè.

SCOPRIAMO INSIEME QUALI CIBI ASSUMERE PER CONTRASTARE LA CELLULITE.

Acqua: Il giusto consumo di acqua è importantissimo perché permette l'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto, non sempre è valida la regola “bevete molto e non dimenticate di portare una bottiglietta d'acqua sempre con voi”, specialmente quando vi recate in palestra.

Verdure: ravanelli, cavolfiori, cavolo cappuccio, carote, pomodori, melanzane, peperoni, sedano, asparagi, cipolle meglio se crude nelle insalate (sono diuretiche e aiutano a contrastare il ristagno dei liquidi), melanzane, porri, cetrioli, finocchi, indivia e radicchio, carciofi, cicoria.

Frutta: frutti rossi, anguria, ciliegie, papaya, ananas, melone giallo, kiwi, albicocche, arance, pompelmi, prugne, pesche. Da evitare la frutta troppo zuccherina (tipo banane, uva e fichi).

Pesce: meglio se azzurro, ricco di omega3 che favoriscono l’idratazione della pelle.

Legumi: sono un’ottima fonte di sali minerali e fibre; le lenticchie in particolare sono ricche di ferro che favorisce il trasporto dell’ossigeno ai tessuti.

Cereali integrali: contengono fibre e sali minerali, saziano ma non alterano gli zuccheri nel sangue e aiutano a contrastare il colesterolo.

Carne: è meglio preferire la carne bianca a quella rossa; contiene meno grasso, meno tossine e più ferro.

Latticini: da evitare.

Uova: da consumare intere, fino ad un massimo di 6 alla settimana, massimo 2 al giorno.

Spezie: sono ottime per condire gli alimenti, conferendo un sapore in più ai vostri piatti e riducendo il sale. Ad esempio si può usare un po’ di pepe e peperoncino o lo zenzero che è un ottimo antinfiammatorio naturale.

Olio extravergine d’oliva: condire bene l’insalata, senza elemosinare l’olio extravergine di oliva; si può aggiungere il limone (che aiuta fra l’altro ad assorbire il ferro della verdura) e l’aceto di mele che è un ottimo depurante.

Tisane drenanti: ottime alleate della diuresi e della depurazione dell’organismo. Solitamente si trovano i principi attivi di betulla, asparago, gramigna, salvia, ciliegio, equiseto, frassino, gramigna, mais, ortica, pilosella, prezzemolo, tarassaco e verga d’oro. Non zuccherare la tisana, al massimo si può aggiungere una punta di miele per renderne più gradevole il sapore.

Cottura: optate per quelle più brevi, trifolato o ripassato in padella

 

Veniamo ora alla LISTA NERA, ossia I CIBI DA EVITARE per prevenire o ridurre la cellulite. Se proprio non potete farne a meno, sappiate che il consumo di questi alimenti dovrà essere ridotto in modo drastico.

Sale: è il principale responsabile della ritenzione idrica (quindi attenti anche cibi preconfezionati o precotti e lo scatolame)

Salumi: ricchissimi di sale e conservanti, favoriscono il ristagno dei liquidi.

 Burro: è meglio preferire l’olio extravergine d’oliva

Formaggi grassi e stagionati

 Carne rossa

 Fritture fatte NON  in olio non extravergine di oliva e pizze

 Dolci, dolciumi e zucchero raffinato

 Caffè: sconsigliato soprattutto a fine pasto perché ostacola l’assorbimento del ferro

Bibite zuccherate, energetiche o alcoliche (a cui è meglio preferire il tè verde)


STEP 2- ESERCIZIO FISICO REGOLARE

È consigliabile affiancare a un esercizio costante generalizzato (camminata, recline, step o simulatori di sci di fondo) esercizi specifici che stimolino le zone in cui vi è un'adiposità maggiormente localizzata .

Inoltre è importante svolgere al termine di ogni seduta di allenamento qualche esercizio per stimolare la mobilità del piede. Un difetto nell'appoggio plantare può rappresentare uno dei più grossi fattori di rischio per lo sviluppo della cellulite. Il piede è infatti sede di delicati sistemi vascolari (triangolo della volta e soletta venosa di Lejaris) responsabili del ritorno venoso. Questi equilibri possono venire alterati da posture scorrette o dal frequente utilizzo di calzature non anatomiche (tacchi alti).

Un'attività fisica svolta ad intensità troppo elevata (come la corsa)porta alla formazione di acido lattico. Questo metabolita è alleato della cellulite, poiché la  formazione di tossine muscolari ha effetti negativi sulla circolazione e sull'ossigenazione dei tessuti

Si raccomanda pertanto di svolgere attività di lunga durata come il ciclismo, la camminata veloce o lo step. I benefici di questo programma di allenamento sono molteplici: un'attività fisica regolare (almeno 30-40 minuti al giorno, 3 volte alla settimana) porta ad un miglioramento generale delle capacità cardiocircolatorie e respiratorie favorendo la circolazione periferica. In questo modo è possibile sconfiggere la cattiva circolazione che rappresenta il più grosso fattore di rischio per lo sviluppo della cellulite.


STEP 3 – ABITUDINI CORRETTE

È molto importante dormire per almeno 7-8 ore al giorno e cercare di ridurre per quanto possibile lo stress. Fondamentale risulta l'approccio mentale con il quale si inizia il programma alimentare e sportivo, "serenità e motivazione" prima di tutto.

Imparate a dire stop a fumo, alcol e vizietti come l'aperitivo con patatine o la comodità di auto, ascensori e scale mobili.


STEP 4 – TRATTAMENTI ESTETICI ed INTEGRATORI

Più che sulle creme, focalizziamo la nostra attenzione sui massaggi. Quelli si che sono veramente efficaci. Non c'è bisogno necessariamente che siano fatti da mani esperte (anche perché i costi possono essere un tantino alti), va benissimo anche l'automassaggio eseguito spalmandosi una crema anticellulite con movimenti circolatori e pressori per migliorare la circolazione ed il linfodrenaggio.

 E poi sì ai fanghi e agli scrub: lavorando in sinergia si possono ottenere dei risultati davvero stupefacenti.

Un trattamento molto efficace per combattere la cellulite è la radiofrequenza.
Io utilizzo la Radiofrequenza Bipolare ed Esapolare QUAD TM. Questo macchinario genera riscaldamento sottocutaneo indipendentemente dal fototipo della pelle ed è unidirezionale, quindi controlla sia la profondità che l’area di trattamento evitando inutili dispersioni di calore. Questo genere di riscaldamento denatura e rompe il collagene (collagenasi), attivando i fibroblasti alla produzione di nuovo collagene, con conseguente rinnovamento del tessuto (collagenesi). La pelle acquista un maggior tono e una migliore elasticità, come una sorta di
lifting istantaneo. Ne beneficia anche la circolazione cutanea, che diventa più attiva, il tessuto linfatico ne trae dei miglioramenti e viene favorita l’eliminazione delle tossine. Tutto ciò determina un’azione antiaging, un rimodellamento cutaneo e un effetto lipolitico.

Per il tuo programma personalizzato, per le tue sedute di radiofrequenza o per una consulenza su Skype contattami all’indirizzo stefania.dellatte@libero.it

lunedì 22 maggio 2017

Gonfiore addominale: impariamo a conoscerlo e a contrastarlo con una dieta sgonfia pancia



Quando parliamo di gonfiore addominale facciamo riferimento all’eccessivo accumulo di gas nell’intestino che provoca una sensazione di fastidiosa tensione e/o pienezza a livello dell’addome.
La causa più comune è l’eccessiva presenza di gas intestinali (tra i principali idrogeno, metano e anidride carbonica) prodotti per effetto di batteri e lieviti (funghi) che vivono all’interno dell’apparato gastrointestinale. Ogni giorno, in condizioni normali, nel nostro addome transita un volume di gas che va da 0,5 a 1,5 litri. Questi gas sono quasi sempre inodori e sono eliminati attraverso le flatulenze.
Può manifestarsi isolatamente o associarsi ad altri sintomi gastrointestinali o generici quali:
  • eruttazioni
  • meteorismo
  • nausea
  • crampi addominali
  • flatulenza
  • stitichezza
  • diarrea
  • cefalea
  • facile esauribilità
  • senso di stanchezza
Le cause possono essere diverse a partire dalle cattive abitudini alimentari e uno scorretto stile di vita, fino alla comparsa di vere e proprie patologie.
Quando a causa di ansia o stress si mangia con troppa voracità (masticando poco e male) oppure si parla mentre si mangia si tende a ingerire molta aria (azoto e ossigeno); il fenomeno dell’aerofagia è una delle principali cause del gonfiore addominale. Fumare, masticare gomme e succhiare caramelle sono altri fattori che possono contribuire all'insorgenza del disturbo.
Il gonfiore addominale può essere frequente anche durante la gravidanza e nel periodo premestruale, quando l'intestino è piuttosto sensibile alle alterazioni degli ormoni femminili.
Una tensione dolorosa a livello dell'addome può verificarsi anche nella disbiosi intestinale, condizione nella quale la flora intestinale si arricchisce eccessivamente di microrganismi patogeni (clostridi, salmonella, coli, candida ecc.). Ciò può essere conseguenza di infezioni, assunzione di antibiotici ed altri farmaci, disordini alimentari e condizioni di stress.

FATE ATTENZIONE A TAVOLA E IN CUCINA
 

La formazione di quantità elevate di gas può derivare anche da fenomeni fermentativi (metabolismo degli zuccheri) o fenomeni putrefattivi (delle proteine) a livello intestinale. Ciò dipende più frequentemente dall'ingestione di:
  • bibite frizzanti zuccherate
  • carboidrati complessi
  • lieviti contenuti nei prodotti da forno (come pane e pizza)
  • lieviti contenuti nella birra
  • alimenti ricchi di cellulosa
  • latticini *
  • prodotti a base di farina di grano (pane, pasta e biscotti)*
  • superalcolici
  • tè
  • caffè
  • proteine molto cotte
     
    *favoriscono il gonfiore addominale nelle persone che soffrono di intolleranza al lattosio oppure al glutine.
Esistono numerosi nutrienti che per essere digeriti necessitano di enzimi (catalizzatori che accelerano la reazione di ossidazione che produce energia e che dà come sottoprodotto l’anidride carbonica).  La carenza di enzimi in alcuni individui provoca un maggior passaggio di alimenti non digeriti (per lo più carboidrati, amidi e zuccheri) nel colon. Questi a loro volta devono essere distrutti dalla fauna batterica tramite lo sviluppo di altri gas (differenti da individuo a individuo).
Dunque, una parte dell’aria inghiottita viene eliminata con l’eruttazione, la restante finisce nell’intestino piccolo. Parte di questa viene assorbita mentre la quota rimanente finisce nell’intestino crasso dando origine al fastidioso gonfiore addominale.
 
QUANDO C’È UNA PATOLOGIA IN CORSO…

All'origine del gonfiore addominale, e quindi della produzione di gas, possono essere presenti anche alcuni disturbi funzionali, infiammazioni, infezioni (virali o batteriche) o gravi malattie. Tra le più ricorrenti ci sono:
  • dispepsia
  • gastroparesi
  • sindrome dell'intestino irritabile
  • gastroenterite virale o batterica (che colpisce lo stomaco)
  • enterite (che colpisce l’intestino tenue)
  • enterocolite (che colpisce il colon)
  • allergie e intolleranze alimentari
  • ingestione di cibi o bevande molto fredde
  • colite
  • peritonite
  • appendicite
  • rettocolite ulcerosa
  • morbo di Crohn
  • calcoli della cistifellea
  • fibrosi cistica
  • anoressia nervosa
  • bulimia
  • ascite
  • epatite
  • giardiasi (infezione intestinale parassitaria)
  • diverticolosi
  • diverticolite
  • ostruzione intestinale
  • cancro ovarico
  • tumore del colon
Ove possibile, bisognerà curare la malattia per eliminare il disturbo.
 
COSA FARE E COME COMPORTARSI A TAVOLA

Premettiamo che per mettere a punto un efficace trattamento del gonfiore addominale bisogna di una corretta diagnosi quindi sarà indispensabile una visita da uno specialista e successivamente da un nutrizionista che vi indicherà le linee guida da seguire a tavola, nonché una dieta adeguata che  elimini tutti quei nutrienti che causano il gonfiore.
Bisognerà porre attenzione al corretto abbinamento e metodo di cottura dei cibi al fine di evitare o ridurre il gonfiore. Purtroppo non esistono regole generali, ma sarà necessario analizzare caso per caso, paziente per paziente.
In caso di intolleranza al lattosio il rimedio più efficace sarà quello di eliminare tutti gli alimenti contenenti lattosio. Una dieta gluten-free sarà invece il rimedio alimentare in caso di celiachia oppure di sensibilità al glutine o alterata tolleranza al glutine.
Perdere qualche kg vi aiuterà sicuramente a sentirvi più leggeri perciò potrete chiedere al vostro nutrizionista di confezionare una dieta dimagrante e sgonfia pancia personalizzata in base alle vostre esigenze.

Di seguito un rimedio naturale per eliminare i gas intestinali:
TISANA DI ALLORO:  Cosa occorre? 100 ml di acqua e 2 foglie di alloro. Fate bollire da 3 a 5 minuti le foglie d'alloro, filtrate l'acqua e concedetevi un momento di relax sorseggiando la vostra tisana!
Nella dilatazione meteorica delle anse intestinali, con dolore per distensione eccessiva, i principi attivi idrosolubili dell’alloro svolgeranno un’azione absorbente sui gas, simile a quella del carbone vegetale, ma senza l’effetto irritativo provocato da quest’ultimo sulla mucosa digerente. Il miglioramento della sintomatologia sarà rapido se la somministrazione verrà ripetuta per 2-3 volte con un intervallo di due ore circa. 
 
CONSIGLI EXTRA
  • Per regolare la flora batterica si possono ingerire ciclicamente dei fermenti lattici e probiotici (ad esempio mangiando yogurt)
  • Abbinare alla dieta una costante attività fisica.
  • Mantenere un discreto apporto di fibre solubili.
  • Mantenersi idratati cercando di bere 1,5/2 Litri di acqua al giorno
  • Preferire pasti frequenti e piccoli, da consumare lentamente senza troppa fretta e foga, piuttosto che pochi pasti troppo abbondanti
  • Anche se scontato, diminuire le tensioni quotidiane costituisce un ottimo rimedio per alleviare il gonfiore addominale! Potrebbe essere l’occasione per seguire un corso di yoga o pilates evitando così di avere una vita sedentaria.
  • Non assumete lassativi a base eteropolisaccaridica (fibre): questi prodotti (compresi quelli erboristici) si gonfiano a livello gastro-intestinale, favorendo la pancia gonfia.
  • Evitare di bere con la cannuccia: anche se non ve ne accorgete, ingerite aria
  • Ricordate di non parlare mentre state masticando e di non coricarvi subito dopo i pasti!
  • Abolire o ridurre drasticamente il fumo.



Per una consulenza su Skype o per definire la tua dieta personalizzata contattami all’indirizzo stefania.dellatte@libero.it

venerdì 12 maggio 2017

Aumento della massa magra: cibi e consigli che ti aiuteranno a definire i muscoli



“Mens sana in corpore sana” scriveva Giovenale nel I secolo d.c. per affermare che esistevano solo due i beni per cui valeva la pena invocare gli dèi: la salute della mente e quella del corpo. Oggi questa frase è un po’ il mantra di tutti gli sportivi poiché è stato scientificamente provato che mantenere il corpo in forma aiuta la salute del cervello contribuendo a prevenire malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Cruccio di molti sportivi è la cura, la definizione o l’aumento della massa magra (ossia la massa muscolare) che ovviamente, per garantire uno stato di salute ottimale nonché un’invidiabile forma fisica, deve essere sempre superiore rispetto alla massa grassa. Naturalmente anche in questo caso l’alimentazione può fare miracoli ma attenzione: no e poi no alle diete o ai programmi alimentari fai da te! Ogni corpo funziona diversamente dall’altro e ha bisogno di essere studiato e guidato attraverso un vero e proprio percorso di riequilibrio e definizione. Pertanto sarà fondamentale il sostegno di un nutrizionista che in alcuni casi potrà accordarsi anche con il vostro personal trainer per garantire un programma ancor più definito e mirato.
Solitamente la dieta per l’aumento della massa magra è normocalorica o ipercalorica, in base all’attività fisica che si esegue.
La dieta per l’aumento della massa è un regime alimentare che deve essere tenuto costantemente sotto controllo (analisi della composizione corporea) in quanto un'eventuale sovrastima energetica può facilmente sfociare nell'accumulo eccessivo di grassi. Dal punto di vista pratico e applicativo, le scelte alimentari sono le stesse di una buona e sana alimentazione. Deve apportare:
  • Tutte le molecole essenziali (amminoacidi, acidi grassi, vitamine e sali minerali) in quantità sufficienti;
  • Più proteine (in base alla soggettività e alla composizione corporea) rispetto ad una dieta normocalorica tradizionale, distribuite uniformemente nella giornata;
  • Circa il 25-30% di grassi calcolato sul fabbisogno della normocalorica, anche se applicato in regimi ipercalorici
  • Carboidrati in quantità sufficienti al sostegno energetico complessivo e distribuiti in maniera da sfruttare il potere anabolico dell'insulina (da essi stimolata) ma senza eccedere con il deposito adiposo.
  • Raggiungimento a fine giornata/settimana della quota di macronutrienti previsti dal nostro fabbisogno.
IMPORTANTE: La scelta di una dieta ipercalorica prevede un limite temporale oltre il quale sarebbe opportuno non proseguire; esso dipende soprattutto dalla risposta dell'organismo all'alimentazione in questione e dal livello di accumulo adiposo raggiunto (che non dovrebbe mai essere > al 15%). È importante infatti che la dieta sia flessibile e sostenibile nel tempo. Senza fretta e con i giusti consigli alimentari il sogno di un corpo più tonico e definito non è poi così lontano!

Di seguito una lista di cibi che dovrebbero far parte del vostro piano alimentare per aumento e definizione della massa magra – sempre e solo concordato con un nutrizionista.
Latte intero e fiocchi di latte: buona fonte di proteine per aiutare a costruire il muscolo, mentre grassi, carboidrati e lattosio aiutano a ricaricare le scorte di glicogeno nel muscolo e a massimizzare la crescita muscolare. Sotto forma di frullato, abbinato a frutta di stagione, può essere un ottimo integratore pre-allenamento.
Frutta secca (mandorle, nocciole e noci): apportano tante calorie insieme a grassi e proteine, oltre che molti micronutrienti essenziali e minerali inclusi magnesio, fosforo, selenio e zinco.
Salmone: meglio se selvaggio, è ricco di M.U.F.A. (acidi grassi monoinsaturi), che sono super salutari e ottimi per fare massa in modo pulitoInoltre, la grande dose di omega 3 che otteniamo dai pesci grassi può aiutare a migliorare la salute delle articolazioni e il tuo sistema cardiovascolare.
Avocado: contiene grassi monoinsaturi come l’acido oleico che è perfetto per aggiungere calorie salutari e grassi nella tua dieta. Ricco di antiossidanti e vitamina E.
Uova: sono un’ottima fonte di proteine e grassi, da consumare intere, con circa 75 calorie per uovo!
Carne rossa magra: ricca fonte di proteine e grassi che consumati regolarmente possono sostenere la crescita di massa muscolare. Inoltre ha un alto contenuto di ferro eme.
Olio extravergine di d’oliva: da aggiungere a crudo a fine cottura
Patate dolci: sono ricche di carboidrati. Una patata media apporta circa 40g di carboidrati e tonnellate di vitamine e minerali. Inoltre soddisfano i golosi e possono essere incorporate all’interno di migliaia di ricette proteiche.
Avena: è un’incredibile fonte di fibre e carboidrati complessi che non solo aiutano la digestione, ma soprattutto offrono energia a lungo – perfetta come pasto pre allenamento.
Cioccolata fondente: con oltre il 75% di cacao è piena di antiossidanti e grassi monoinsaturi.
Per una consulenza su Skype o per definire la tua dieta personalizzata contattami all’indirizzo stefania.dellatte@libero.it

lunedì 24 aprile 2017

Avviso chiusura studio



Lo studio della Dott.ssa Stefania Dellatte resterà chiuso dal 24 aprile al 2 maggio