venerdì 23 giugno 2017
giovedì 22 giugno 2017
Le ciliegie: belle, buone e salutari!
Le ciliegie vengono impiegate in un breve periodo dell’anno, da metà
maggio fino a fine luglio, a meno che non vengano trasformate in marmellate, modificandone in parte gli
effetti organici.
Sono ricche di vitamine A, C,
B1 e B2. Contengono anche proteine, zuccheri, sali di potassio, calcio,
magnesio, ferro, fosforo, numerosi oligoelementi e acidi organici che
contribuiscono a ridurre l’acidosi metabolica.
Le ciliegie sono uno dei frutti
preferiti dai bambini, il cui metabolismo piuttosto vivace si gioverà dello stimolo epatico indotto dall’acidità e
dall’energia fornita dal loro contenuto in fruttosio,
oltre che dall’effetto di “trasporto” del ferro.
Per questi motivi, sono molto utili nelle fasi di accrescimento
adolescenziale, in pazienti che svolgono molta attività sportiva, in dieta
dimagrante, nelle anemie sideropeniche, in pazienti astenici e demineralizzati,
in gravidanza e in condizioni di stitichezza.
Insieme alle fragole, le ciliegie
rappresentano uno dei pochi frutti che i
diabetici possono assumere, anche in associazione al pranzo.
Il notevole grado di acidità, le
rende poco tollerabili nelle
gastriti e nelle ulcere, mentre l’apporto di sali minerali ne giustifica la
controindicazione nell’ipertensione arteriosa. Anche nei casi di dissenteria,
le ciliegie sono controindicate, come nella colite spastica, nel colon
irritabile, nelle condizioni più gravi di rettocolite ulcerosa e morbo di
Crohn.
venerdì 16 giugno 2017
martedì 13 giugno 2017
Reflusso gastroesofageo e gastrite: come intervenire?
Parliamo oggi di un
fastidioso disturbo che colpisce tantissime persone: il REFLUSSO GASTROESOFAGEO, ossia la risalita involontaria e frequente
dei succhi gastrici e di parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago
(talvolta fino alla gola). Il sintomo tipico è una sensazione di rigurgito
acido nell’esofago, associato a bruciore localizzato al petto e nello
stomaco. Il sintomo diventa più acuto durante la notte e quando ci si corica. Quando il disturbo si presenta più
volte nel corso della giornata e si associa ad altre complicazioni si parla di
malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).
Nel curare il reflusso
gastroesofageo, l’alimentazione
gioca un ruolo importante. Il trattamento prevede la correzione di alcune
abitudini a tavola e dello stile di vita, l’adozione di una dieta personalizzata e la riduzione
dello stress.
La complicanza più comune
è l’esofagite, la più grave è l’esofago di Barrett, in cui le cellule della
mucosa si modificano in senso precanceroso, nel senso che sono un preludio del
tumore all’esofago.
Ecco alcuni consigli da
adottare in caso di reflusso gastroesofageo:
- Mangiare lentamente, triturando bene il cibo per disincentivare il rischio di risalita del contenuto gastrico nell’esofago.
- Evitare cibi grassi, insaccati, soffritti, vino bianco, superalcolici, formaggi stagionati, cacao, tè, caffè, agrumi, bibite gassate, pomodoro, menta e il fumo di sigaretta.
- Il latte tampona l’acidità dello stomaco, ma essendo ricco in grassi può rallentare la digestione e, alla lunga, favorire il disturbo.
- Non indossare indumenti troppo stretti ed è meglio evitare di coricarsi subito dopo avere mangiato cercando, se possibile, di tenere un po’ sollevato il capo durante il riposo notturno.
- Evitare anche i farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica, come gli antinfiammatori non steroidei e alcuni ansiolitici.
La GASTRITE, invece, è una patologia causata da un processo
infiammatorio ai danni della mucosa gastrica, con un’incidenza molto alta in
quasi tutto il mondo, in particolar modo nelle parti più civilizzate
dell’occidente, arrivando a colpire in alcune regioni anche il 70%
della popolazione con una età superiore ai 30 anni. In Italia il numero di
pazienti colpiti da questo disturbo tende a salire di anno in anno,
probabilmente a causa del cambio di abitudini alimentari che stiamo
subendo in questo ultimo periodo, verso l’utilizzo di cibi che offrono grandi
quantità a discapito della qualità.
Esiste sia una forma acuta, che può avere sintomi più
lievi, sia una forma cronica, che in
genere causa sintomatologie più serie e disturbi che in molti casi accompagnano
la persona per periodi molto prolungati nel tempo. In entrambi i casi possono
presentarsi:
- bruciore e crampi allo stomaco
- nausea
- aerofagia e alito cattivo
- reflusso gastroesofageo con conseguente bruciore in gola e/o afonia
- dolore e pesantezza nella zona intorno allo sterno con conseguente affanno anche dopo sforzi minimi
- disturbi intestinali
- stitichezza
- infiammazione dell’orecchio interno e labirintite
- leggeri attacchi di tachicardia
- brevi manifestazioni asmatiche
L’alimentazione errata e priva di regole
è una delle principali cause della gastrite. Tra le altre cause troviamo:
l’Helycobacter Pylori (un batterio abbastanza difficile da trattare con
antibiotici molto pesanti), l’assunzione di liquidi non corretta, l’uso di
farmaci, fumo e tabacco, alcol, alimenti irritanti la mucosa gastrica,
sedentarietà, respirazione sbagliata, ansia ed emotività, stress e tensione.
Curare
l’alimentazione in caso di gastrite sarà strettamente necessario per poter
migliorare lo stile di vita. Sarà importante prediligere cibi leggeri ed
evitare carni rosse, formaggi, alcolici, fritti, latte e caffè.
lunedì 5 giugno 2017
Cellulite? Combattila in 4 step per prevenirla o eliminarla
Oggi tratteremo un argomento
odiato da tutte le donne del mondo: la cellulite.
Se alla dieta corretta, ad una
sana attività fisica e ad un giusto trattamento, abbiniamo uno specifico integratore,
il risultato è garantito! Se vuoi maggiori informazioni contattami in privato!
L’acerrima nemica del sesso
femminile (talvolta anche di quello maschile) non risparmia nessuna zona del
corpo: addome, glutei, cosce, braccia, fianchi, dorso... sono
tutti sotto attacco. Ogni donna può essere colpita dalla cellulite in maniera
differenti. In alcune è molto evidente, in altre meno.
Alterazioni ormonali e vascolari,
vita sedentaria, stress, malattie epatiche, alimentazione non corretta o sbilanciata,
irregolarità della funzione intestinale e ritenzione idrica marcata, variamente
combinate tra loro, sono le cause che interferiscono negativamente sul tessuto adiposo e in particolare sul microcircolo.
Probabilmente non c'è un modo per
eliminarla totalmente ma arginare il problema estetico è possibile e si possono
raggiungere dei risultati più che soddisfacenti. Per combattere la cellulite in
modo efficace è necessario agire su tutti i fronti: alimentazione, abitudini,
allenamento e trattamenti estetici. Scopriamo come combatterla in 4 step.
STEP 1 – CURARE L’ALIMENTAZIONE
È davvero possibile combattere la
cellulite scegliendo di mangiare determinati cibi piuttosto che altri? Certamente!
Ci sono dei cibi che favoriscono il drenaggio e la disintossicazione del corpo
facilitando la riduzione della cellulite. Altri cibi invece saranno da evitare
per non aggravare l’odiato effetto della pelle a buccia d’arancia. Frutta e
verdura sono i cibi da preferire perché combattono la ritenzione idrica,
apportano sali minerali e vitamine. Sono da preferirsi le verdure a foglia
scura perché ricche di vitamina C e potassio che stimola il drenaggio
linfatico. È importante consumare almeno 3 pasti al giorno, bere la giusta
quantità di acqua, evitare i cibi ricchi di grassi, gli alcolici e anche
l'eccessivo consumo di caffè.
SCOPRIAMO INSIEME QUALI CIBI ASSUMERE PER CONTRASTARE LA
CELLULITE.
Acqua: Il giusto consumo di acqua è importantissimo perché permette
l'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto, non sempre è
valida la regola “bevete molto e non dimenticate di portare una bottiglietta
d'acqua sempre con voi”, specialmente quando vi recate in palestra.
Verdure: ravanelli, cavolfiori, cavolo cappuccio, carote, pomodori,
melanzane, peperoni, sedano, asparagi, cipolle meglio se crude nelle insalate (sono
diuretiche e aiutano a contrastare il ristagno dei liquidi), melanzane, porri, cetrioli,
finocchi, indivia e radicchio, carciofi, cicoria.
Frutta: frutti rossi, anguria, ciliegie, papaya, ananas, melone giallo,
kiwi, albicocche, arance, pompelmi, prugne, pesche. Da evitare la frutta troppo
zuccherina (tipo banane, uva e fichi).
Pesce: meglio se azzurro, ricco di omega3 che favoriscono
l’idratazione della pelle.
Legumi: sono un’ottima fonte di sali minerali e fibre; le
lenticchie in particolare sono ricche di ferro che favorisce il trasporto
dell’ossigeno ai tessuti.
Cereali integrali: contengono fibre e sali minerali, saziano ma non
alterano gli zuccheri nel sangue e aiutano a contrastare il colesterolo.
Carne: è meglio preferire la carne bianca a quella rossa; contiene
meno grasso, meno tossine e più ferro.
Latticini: da evitare.
Uova: da consumare intere, fino ad un massimo di 6 alla settimana,
massimo 2 al giorno.
Spezie: sono ottime per condire gli alimenti, conferendo un sapore
in più ai vostri piatti e riducendo il sale. Ad esempio si può usare un po’ di
pepe e peperoncino o lo zenzero che è un ottimo antinfiammatorio naturale.
Olio extravergine d’oliva: condire bene l’insalata, senza
elemosinare l’olio extravergine di oliva; si può aggiungere il limone (che
aiuta fra l’altro ad assorbire il ferro della verdura) e l’aceto di mele che è
un ottimo depurante.
Tisane drenanti: ottime alleate della diuresi e della depurazione
dell’organismo. Solitamente si trovano i principi attivi di betulla, asparago,
gramigna, salvia, ciliegio, equiseto, frassino, gramigna, mais, ortica,
pilosella, prezzemolo, tarassaco e verga d’oro. Non zuccherare la tisana, al
massimo si può aggiungere una punta di miele per renderne più gradevole il
sapore.
Veniamo ora alla LISTA NERA, ossia I CIBI DA EVITARE per prevenire o ridurre la cellulite. Se proprio
non potete farne a meno, sappiate che il consumo di questi alimenti dovrà
essere ridotto in modo drastico.
Sale: è il principale responsabile della ritenzione idrica (quindi
attenti anche cibi preconfezionati o precotti e lo scatolame)
Salumi: ricchissimi di sale e conservanti, favoriscono il ristagno
dei liquidi.
Burro:
è meglio preferire l’olio extravergine d’oliva
Formaggi grassi e stagionati
Carne rossa
Fritture fatte NON in olio non
extravergine di oliva e pizze
Dolci, dolciumi e zucchero
raffinato
Caffè:
sconsigliato soprattutto a fine pasto perché ostacola l’assorbimento del ferro
Bibite zuccherate, energetiche o alcoliche (a cui è meglio
preferire il tè verde)
STEP 2- ESERCIZIO FISICO REGOLARE
È consigliabile affiancare a un esercizio costante generalizzato
(camminata, recline, step o simulatori di sci di fondo) esercizi specifici che stimolino le zone in cui vi è un'adiposità
maggiormente localizzata .
Inoltre è importante svolgere al
termine di ogni seduta di allenamento qualche esercizio per stimolare la mobilità del piede. Un difetto
nell'appoggio plantare può rappresentare uno dei più grossi fattori di rischio
per lo sviluppo della cellulite. Il piede è infatti sede di delicati sistemi
vascolari (triangolo della volta e soletta venosa di Lejaris) responsabili del
ritorno venoso. Questi equilibri possono venire alterati da posture scorrette o dal frequente
utilizzo di calzature non anatomiche (tacchi
alti).
Un'attività fisica svolta ad
intensità troppo elevata (come la corsa)porta alla formazione di acido lattico. Questo metabolita è
alleato della cellulite, poiché la
formazione di tossine muscolari ha effetti negativi sulla circolazione e
sull'ossigenazione dei tessuti
Si raccomanda pertanto di
svolgere attività di lunga durata come il ciclismo,
la camminata veloce o lo step. I benefici di questo programma di
allenamento sono molteplici: un'attività fisica regolare (almeno 30-40 minuti
al giorno, 3 volte alla settimana) porta ad un miglioramento generale delle
capacità cardiocircolatorie e respiratorie favorendo la circolazione
periferica. In questo modo è possibile sconfiggere la cattiva circolazione che
rappresenta il più grosso fattore di rischio per lo sviluppo della cellulite.
STEP 3 – ABITUDINI CORRETTE
È molto importante dormire per almeno 7-8 ore al giorno e
cercare di ridurre per quanto possibile lo stress.
Fondamentale risulta l'approccio mentale con il quale si inizia il programma
alimentare e sportivo, "serenità e motivazione" prima di tutto.
Imparate a dire stop a fumo, alcol
e vizietti come l'aperitivo con patatine o la comodità di auto, ascensori e
scale mobili.
STEP 4 – TRATTAMENTI ESTETICI ed INTEGRATORI
Più che sulle creme, focalizziamo
la nostra attenzione sui massaggi.
Quelli si che sono veramente efficaci. Non c'è bisogno necessariamente che siano
fatti da mani esperte (anche perché i costi possono essere un tantino alti), va
benissimo anche l'automassaggio
eseguito spalmandosi una crema anticellulite con movimenti circolatori e pressori per migliorare la
circolazione ed il linfodrenaggio.
E poi sì ai fanghi e agli scrub:
lavorando in sinergia si possono ottenere dei risultati davvero stupefacenti.
Un trattamento molto efficace per
combattere la cellulite è la radiofrequenza.
Io utilizzo la Radiofrequenza Bipolare ed Esapolare QUAD TM. Questo macchinario genera riscaldamento sottocutaneo indipendentemente dal fototipo della pelle ed è unidirezionale, quindi controlla sia la profondità che l’area di trattamento evitando inutili dispersioni di calore. Questo genere di riscaldamento denatura e rompe il collagene (collagenasi), attivando i fibroblasti alla produzione di nuovo collagene, con conseguente rinnovamento del tessuto (collagenesi). La pelle acquista un maggior tono e una migliore elasticità, come una sorta di lifting istantaneo. Ne beneficia anche la circolazione cutanea, che diventa più attiva, il tessuto linfatico ne trae dei miglioramenti e viene favorita l’eliminazione delle tossine. Tutto ciò determina un’azione antiaging, un rimodellamento cutaneo e un effetto lipolitico.
Io utilizzo la Radiofrequenza Bipolare ed Esapolare QUAD TM. Questo macchinario genera riscaldamento sottocutaneo indipendentemente dal fototipo della pelle ed è unidirezionale, quindi controlla sia la profondità che l’area di trattamento evitando inutili dispersioni di calore. Questo genere di riscaldamento denatura e rompe il collagene (collagenasi), attivando i fibroblasti alla produzione di nuovo collagene, con conseguente rinnovamento del tessuto (collagenesi). La pelle acquista un maggior tono e una migliore elasticità, come una sorta di lifting istantaneo. Ne beneficia anche la circolazione cutanea, che diventa più attiva, il tessuto linfatico ne trae dei miglioramenti e viene favorita l’eliminazione delle tossine. Tutto ciò determina un’azione antiaging, un rimodellamento cutaneo e un effetto lipolitico.
lunedì 22 maggio 2017
Gonfiore addominale: impariamo a conoscerlo e a contrastarlo con una dieta sgonfia pancia
Quando parliamo di gonfiore
addominale facciamo riferimento all’eccessivo accumulo di gas
nell’intestino che provoca una sensazione di fastidiosa tensione e/o pienezza a
livello dell’addome.
La causa più comune è l’eccessiva presenza di gas intestinali
(tra i principali idrogeno, metano e anidride carbonica) prodotti per effetto
di batteri e lieviti (funghi) che vivono all’interno dell’apparato gastrointestinale.
Ogni giorno, in condizioni normali, nel nostro addome transita un volume di gas
che va da 0,5 a 1,5 litri. Questi gas sono quasi sempre inodori e sono
eliminati attraverso le flatulenze.
Può manifestarsi isolatamente o associarsi ad altri sintomi gastrointestinali o generici
quali:
- eruttazioni
- meteorismo
- nausea
- crampi addominali
- flatulenza
- stitichezza
- diarrea
- cefalea
- facile esauribilità
- senso di stanchezza
Le cause possono essere diverse a partire dalle cattive abitudini alimentari e uno scorretto stile di vita, fino alla
comparsa di vere e proprie patologie.
Quando a causa di ansia o stress si mangia con troppa
voracità (masticando poco e male) oppure si parla mentre si mangia si tende a
ingerire molta aria (azoto e ossigeno); il fenomeno dell’aerofagia è una delle principali cause del gonfiore addominale. Fumare, masticare gomme e succhiare
caramelle sono altri fattori che possono contribuire all'insorgenza del disturbo.
Il gonfiore addominale può essere frequente anche durante la gravidanza e nel periodo premestruale, quando l'intestino è piuttosto sensibile
alle alterazioni degli ormoni femminili.
Una tensione dolorosa a livello dell'addome può verificarsi
anche nella disbiosi intestinale, condizione nella quale la
flora intestinale si arricchisce eccessivamente di microrganismi patogeni
(clostridi, salmonella, coli, candida ecc.). Ciò può essere conseguenza di infezioni, assunzione di antibiotici ed altri farmaci, disordini alimentari e
condizioni di stress.
FATE ATTENZIONE A TAVOLA E IN CUCINA
La formazione di
quantità elevate di gas può derivare anche da fenomeni fermentativi (metabolismo degli zuccheri) o fenomeni putrefattivi (delle proteine)
a livello intestinale. Ciò dipende più frequentemente dall'ingestione di:
- bibite frizzanti zuccherate
- carboidrati complessi
- lieviti contenuti nei prodotti da forno (come pane e pizza)
- lieviti contenuti nella birra
- alimenti ricchi di cellulosa
- latticini *
- prodotti a base di farina di grano (pane, pasta e biscotti)*
- superalcolici
- tè
- caffè
- proteine molto cotte*favoriscono il gonfiore addominale nelle persone che soffrono di intolleranza al lattosio oppure al glutine.
Esistono numerosi nutrienti che per essere digeriti
necessitano di enzimi (catalizzatori
che accelerano la reazione di ossidazione che produce energia e che dà come
sottoprodotto l’anidride carbonica). La carenza di enzimi in alcuni individui
provoca un maggior passaggio di alimenti non digeriti (per lo più carboidrati,
amidi e zuccheri) nel colon. Questi a loro volta devono essere distrutti dalla
fauna batterica tramite lo sviluppo di altri gas (differenti da individuo a
individuo).
Dunque, una parte dell’aria inghiottita viene eliminata con
l’eruttazione, la restante finisce nell’intestino piccolo. Parte di questa
viene assorbita mentre la quota rimanente finisce nell’intestino crasso dando
origine al fastidioso gonfiore addominale.
QUANDO C’È UNA PATOLOGIA IN CORSO…
All'origine del gonfiore addominale, e quindi della produzione
di gas, possono essere presenti anche alcuni disturbi funzionali,
infiammazioni, infezioni (virali o batteriche) o gravi malattie. Tra le più
ricorrenti ci sono:
- dispepsia
- gastroparesi
- sindrome dell'intestino irritabile
- gastroenterite virale o batterica (che colpisce lo stomaco)
- enterite (che colpisce l’intestino tenue)
- enterocolite (che colpisce il colon)
- allergie e intolleranze alimentari
- ingestione di cibi o bevande molto fredde
- colite
- peritonite
- appendicite
- rettocolite ulcerosa
- morbo di Crohn
- calcoli della cistifellea
- fibrosi cistica
- anoressia nervosa
- bulimia
- ascite
- epatite
- giardiasi (infezione intestinale parassitaria)
- diverticolosi
- diverticolite
- ostruzione intestinale
- cancro ovarico
- tumore del colon
Ove
possibile, bisognerà curare la malattia per eliminare il disturbo.
COSA FARE E COME COMPORTARSI A TAVOLA
Premettiamo che per mettere a punto un efficace trattamento
del gonfiore addominale bisogna di una corretta diagnosi quindi sarà
indispensabile una visita da uno specialista
e successivamente da un nutrizionista
che vi indicherà le linee guida da seguire a tavola, nonché una dieta adeguata che
elimini tutti quei nutrienti che causano
il gonfiore.
Bisognerà porre attenzione al corretto abbinamento e metodo di cottura dei cibi al fine di
evitare o ridurre il gonfiore. Purtroppo non esistono regole generali, ma sarà
necessario analizzare caso per caso, paziente per paziente.
In caso di intolleranza al lattosio il rimedio più efficace
sarà quello di eliminare tutti gli alimenti contenenti lattosio. Una dieta gluten-free sarà invece il
rimedio alimentare in caso di celiachia oppure di sensibilità al glutine o
alterata tolleranza al glutine.
Perdere qualche kg vi aiuterà sicuramente a sentirvi più
leggeri perciò potrete chiedere al vostro nutrizionista di confezionare una dieta dimagrante e sgonfia pancia
personalizzata in base alle vostre esigenze.
Di seguito un rimedio naturale per
eliminare i gas intestinali:
TISANA DI ALLORO: Cosa occorre? 100 ml di acqua e 2 foglie di alloro. Fate bollire da 3 a
5 minuti le foglie d'alloro, filtrate l'acqua e concedetevi un momento di relax sorseggiando la vostra tisana!
Nella dilatazione meteorica delle anse intestinali, con dolore per distensione eccessiva, i principi attivi idrosolubili dell’alloro svolgeranno un’azione absorbente sui gas, simile a quella del carbone vegetale, ma senza l’effetto irritativo provocato da quest’ultimo sulla mucosa digerente. Il miglioramento della sintomatologia sarà rapido se la somministrazione verrà ripetuta per 2-3 volte con un intervallo di due ore circa.
Nella dilatazione meteorica delle anse intestinali, con dolore per distensione eccessiva, i principi attivi idrosolubili dell’alloro svolgeranno un’azione absorbente sui gas, simile a quella del carbone vegetale, ma senza l’effetto irritativo provocato da quest’ultimo sulla mucosa digerente. Il miglioramento della sintomatologia sarà rapido se la somministrazione verrà ripetuta per 2-3 volte con un intervallo di due ore circa.
CONSIGLI EXTRA
- Per regolare la flora batterica si possono ingerire ciclicamente dei fermenti lattici e probiotici (ad esempio mangiando yogurt)
- Abbinare alla dieta una costante attività fisica.
- Mantenere un discreto apporto di fibre solubili.
- Mantenersi idratati cercando di bere 1,5/2 Litri di acqua al giorno
- Preferire pasti frequenti e piccoli, da consumare lentamente senza troppa fretta e foga, piuttosto che pochi pasti troppo abbondanti
- Anche se scontato, diminuire le tensioni quotidiane costituisce un ottimo rimedio per alleviare il gonfiore addominale! Potrebbe essere l’occasione per seguire un corso di yoga o pilates evitando così di avere una vita sedentaria.
- Non assumete lassativi a base eteropolisaccaridica (fibre): questi prodotti (compresi quelli erboristici) si gonfiano a livello gastro-intestinale, favorendo la pancia gonfia.
- Evitare di bere con la cannuccia: anche se non ve ne accorgete, ingerite aria
- Ricordate di non parlare mentre state masticando e di non coricarvi subito dopo i pasti!
- Abolire o ridurre drasticamente il fumo.
Per una consulenza su Skype o per definire la tua dieta personalizzata
contattami all’indirizzo stefania.dellatte@libero.it
venerdì 12 maggio 2017
Aumento della massa magra: cibi e consigli che ti aiuteranno a definire i muscoli
“Mens sana in corpore sana”
scriveva Giovenale nel I secolo d.c. per affermare che esistevano solo due i
beni per cui valeva la pena invocare gli dèi: la salute della mente e quella
del corpo. Oggi questa frase è un po’ il mantra di tutti gli sportivi poiché è
stato scientificamente provato che mantenere il corpo in forma aiuta la salute
del cervello contribuendo a prevenire malattie neurodegenerative come
l’Alzheimer.
Cruccio di molti sportivi è la
cura, la definizione o l’aumento della massa
magra (ossia la massa muscolare) che ovviamente, per garantire uno stato di
salute ottimale nonché un’invidiabile forma fisica, deve essere sempre
superiore rispetto alla massa grassa. Naturalmente anche in questo caso
l’alimentazione può fare miracoli ma attenzione: no e poi no alle diete o ai programmi alimentari fai da te! Ogni
corpo funziona diversamente dall’altro e ha bisogno di essere studiato e
guidato attraverso un vero e proprio percorso di riequilibrio e definizione.
Pertanto sarà fondamentale il sostegno di un nutrizionista che in alcuni casi potrà accordarsi anche con il
vostro personal trainer per
garantire un programma ancor più definito e mirato.
Solitamente la dieta per l’aumento della massa magra è
normocalorica o ipercalorica, in base all’attività fisica che si esegue.
La dieta per l’aumento della massa è un regime alimentare che deve
essere tenuto costantemente sotto controllo (analisi della composizione corporea) in quanto un'eventuale
sovrastima energetica può facilmente sfociare nell'accumulo eccessivo di grassi.
Dal punto di vista pratico e applicativo, le scelte alimentari sono le stesse
di una buona e sana alimentazione.
Deve apportare:
- Tutte le molecole essenziali (amminoacidi, acidi grassi, vitamine e sali minerali) in quantità sufficienti;
- Più proteine (in base alla soggettività e alla composizione corporea) rispetto ad una dieta normocalorica tradizionale, distribuite uniformemente nella giornata;
- Circa il 25-30% di grassi calcolato sul fabbisogno della normocalorica, anche se applicato in regimi ipercalorici
- Carboidrati in quantità sufficienti al sostegno energetico complessivo e distribuiti in maniera da sfruttare il potere anabolico dell'insulina (da essi stimolata) ma senza eccedere con il deposito adiposo.
- Raggiungimento a fine giornata/settimana della quota di macronutrienti previsti dal nostro fabbisogno.
IMPORTANTE: La scelta di una dieta ipercalorica prevede un limite temporale oltre il quale sarebbe opportuno non proseguire;
esso dipende soprattutto dalla risposta dell'organismo all'alimentazione in
questione e dal livello di accumulo adiposo raggiunto (che non dovrebbe mai
essere > al 15%). È importante infatti che la dieta sia flessibile e
sostenibile nel tempo. Senza fretta e con i giusti consigli alimentari il sogno
di un corpo più tonico e definito non è poi così lontano!
Di seguito una lista di cibi che dovrebbero far parte
del vostro piano alimentare per aumento e definizione della massa magra –
sempre e solo concordato con un nutrizionista.
Latte intero e fiocchi di latte: buona fonte di proteine per
aiutare a costruire il muscolo, mentre grassi, carboidrati e lattosio aiutano a
ricaricare le scorte di glicogeno nel muscolo e a massimizzare la crescita
muscolare. Sotto forma di frullato, abbinato a frutta di stagione, può essere
un ottimo integratore pre-allenamento.
Frutta secca (mandorle, nocciole e noci): apportano tante calorie
insieme a grassi e proteine, oltre che molti
micronutrienti essenziali e minerali inclusi magnesio, fosforo, selenio e
zinco.
Salmone: meglio se selvaggio, è ricco di M.U.F.A. (acidi grassi
monoinsaturi), che sono super salutari e ottimi per fare massa in modo
pulitoInoltre, la grande dose di omega 3 che otteniamo dai pesci grassi può
aiutare a migliorare la salute delle articolazioni e il tuo sistema
cardiovascolare.
Avocado: contiene grassi monoinsaturi come l’acido oleico che è
perfetto per aggiungere calorie salutari e grassi nella tua dieta. Ricco di
antiossidanti e vitamina E.
Uova: sono un’ottima fonte di proteine e grassi, da consumare
intere, con circa 75 calorie per uovo!
Carne rossa magra: ricca fonte di proteine e grassi che consumati
regolarmente possono sostenere la crescita di massa muscolare. Inoltre ha un
alto contenuto di ferro eme.
Olio extravergine di d’oliva: da
aggiungere a crudo a fine cottura
Patate dolci: sono ricche di carboidrati. Una patata media apporta
circa 40g di carboidrati e tonnellate di vitamine e minerali. Inoltre
soddisfano i golosi e possono essere incorporate all’interno di migliaia di
ricette proteiche.
Avena: è un’incredibile fonte di fibre e carboidrati complessi che
non solo aiutano la digestione, ma soprattutto offrono energia a lungo –
perfetta come pasto pre allenamento.
Cioccolata fondente: con oltre il 75% di cacao è piena di
antiossidanti e grassi monoinsaturi.
Per una consulenza su Skype o per
definire la tua dieta personalizzata contattami all’indirizzo stefania.dellatte@libero.it
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